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giovedì 20 novembre 2008

Death Valley


Oggi, mentre andavo al lavoro in auto, un ragazzo in motorino mi ha tagliato bruscamente la strada, trasformando il mio confortevole caldo abitacolo mattutino pieno di blues in un luogo estraneo e ostile, e il mio corpo ancora tiepido dell’innocenza del sonno in un grumo contratto di adrenalina.
Più per lo spavento che per altro gli ho suonato, ottenendo che lui si girasse, nitido contro il sole ancora basso sull’orizzonte, e mi mostrasse il medio della mano destra, prima di sparire, sculettando con la vespa fra le auto.
E allora io ho continuato a guidare e ho immaginato questo ragazzo che esplodeva al rallentatore, come il frigorifero di Zabriskie Point. Un occhio qua e uno là sono ricaduti lentamente sul parabrezza, lasciando una striscia mucillaginosa e cilestrina, di un azzurro di stoviglia, gli intestini si srotolavano come festoni, svolazzavano un po’, poi si impigliavano nei rami dei platani, il dito medio della mano destra ha roteato su se stesso unghia-falange, unghia-falange, i denti si sono sgranati piano piano, tac tac , sul tettuccio, e tutto quel bel sangue rosso vaporizzato, come in una tela dell’Action Painting.
Questo per dire che l’immaginazione , il cinema e la pittura sono un aiuto, e un sollievo, in certi frangenti della vita.

3 commenti:

stefano ha detto...

anche a genova i dueruotisti fanno il possibile per non lasciar languire l'industria dei trapianti, peggio per loro

carlotta giucastro longo ha detto...

Le contrazioni rabbiose e le paure e l'odio, a volte, che provo in auto sono uno dei pedaggi più grevi che sento di pagare all'esistenza

Lucrezia ha detto...

E' qualcosa che conosco bene...
Brava Carlotta, è un bel respirare qua.
Lucrezia